LA DEMOCRAZIA DIRETTA OGGI

Allo stato attuale, tra le nazioni del mondo, quella in cui è più sviluppata la democrazia diretta è la Svizzera. La Federazione elvetica con la sua costituzione istituzionalizza una struttura di democrazia a decisione diretta politica, forte strumento di unità sociale e maturità civile, dove il potere del capo del governo è limitato al massimo a un anno. Di conseguenza il PIL (prodotto interno lordo) pro-capite e gli stipendi sono fra i più alti del mondo, la gestione delle risorse e la qualità dell’ambiente ecologico risultano le più sviluppate del globo, la percentuale di bisognosi è fra le più basse del pianeta, ogni conflitto o problema interno può essere risolto dal popolo direttamente col proprio voto. Negli ultimi tempi la Svizzera consegue il tasso di disoccupazione più basso del mondo.
È dal basso dunque che si governa, a differenza delle regole in vigore nelle altre nazioni. È nella Costituzione che è iscritto il diritto di referendum (deliberativo) e il diritto dell’iniziativa popolare: due diritti di un’ampiezza introvabile e impensabile altrove.
La costituzione svizzera è una conquista democratica di eccezionale portata: tutti i cittadini, senza discriminazioni, impedimenti o quorum, possono votare qualsiasi legge anche costituzionale. Sul territorio elvetico non v’è più ragione ovviamente di guerre, ingiustizie, indigenza o degrado ambientale: il potere politico è ridotto al minimo, l’autorità del popolo è portata ai massimi storici.
Questo fa sì che i governanti degli altri Stati snobbino la democrazia elvetica per non perdere il loro potere. Anche le organizzazioni politiche, sia socialiste sia liberali sia altre, pur con visioni sociali o economiche valide, tendono a ignorare le conquiste democratiche svizzere, volendo i loro rappresentanti portare avanti e attuare solo le idee del proprio gruppo.

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Guerra in Ucraina: all’inizio della guerra per ottenere la pace probabilmente la cosa più efficace era far entrare la Russia nella Nato. Ora la Russia vuole i territori occupati, che hanno molti abitanti di lingua russa, ma il governo ucraino non li vuole perdere, per cui il conflitto durerà a lungo, purtroppo. Salvo miracoli!

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Le restrizioni alla Russia per la guerra in Ucraina sono armi a doppio taglio, giacché chi le opera subisce anch’esso altrettante restrizioni. E non solo, le restrizioni rendono ancora più ostile chi per primo le subisce, allontanando ancor più la pace.
Probabilmente il tutto fa parte di un programma di poteri forti che ha lo scopo finale d’indebolire l’Europa.

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Nel Qatar è terminato il campionato mondiale di calcio, con un’entusiasmante finale. Le nazioni partecipanti erano 32, dopo ogni partita i tifosi della squadra vincente esultavano contenti, mentre quelli della squadra perdente erano rattristati. Man mano che le squadre venivano eliminate, i sostenitori di queste erano avviliti e molti piangevano. Alla fine sono state eliminate 31 squadre e i sostenitori di 31 nazioni tutti scontenti, mentre quelli della nazione campione tutti entusiasti. Voglio dire che questi tornei sportivi riflettono tante strutture gerarchiche vigenti del potere: pochi al comando e tantissimi che sono sottomessi e perdenti.
Sarebbe meglio inventare giochi in cui ha primaria importanza – come illustrato in un altro articolo – la collaborazione e si vince quando si riesce a far emergere o a far superare degli obiettivi a quante più squadre o più persone è possibile.

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Il premierato.
Novembre 2023: vogliono proporre l’elezione diretta del capo del governo, e per la “governabilità” vogliono dare un premio, pari al 55% dei parlamentari, al partito del capo. Nulla di più sbagliato, per varie ragioni.
Primo: Il Parlamento deve rappresentare la volontà popolare di tutti i cittadini, anche delle minoranze, per cui soltanto il proporzionale puro soddisfa a questo compito. Invece, per favorire il governo viene alterata con artifici aritmetici o con leggi ad hoc la volontà espressa dai cittadini, per cui il Parlamento nella sua composizione rappresenta il governo e non il popolo.
Secondo: In tal modo il Parlamento diventa una succursale del governo, e approva quello che il governo fa, anche se emana leggi fasulle. Questo è l’anticamera della dittatura o semidittatura. Non è bene il potere in mano a uno solo. Ed è sempre un regresso democratico, sociale ed economico.
Terzo: Il Presidente della Repubblica viene eletto da un’artificiale maggioranza filogovernativa, per cui anch’egli farà parte di quel gruppo, e appoggerà l’azione del capo del governo, invece di essere un garante della democrazia e della Costituzione, al di sopra delle parti.
Quarto: Col premio di maggioranza, una minoranza governa la maggioranza e non viceversa. Significa andare in genere contro la volontà della maggioranza dei cittadini, e inoltre in Italia non vi sono “paletti” per frenarne la deriva. Nel secolo scorso con una legge analoga il ministro Acerbo aprì la strada alla dittatura fascista. Senza contare la possibilità di riesumare la proposta di qualche anno fa che dava al capo del governo il potere di eleggere i giudici della Corte costituzionale, nominare i giudici del Consiglio superiore della Magistratura, i direttori della RAI, ecc.
Quinto: Nell’800 i lavoratori vivevano in condizioni orribili, orari di lavoro di 16 ore anche per bambini e donne, paghe da fame, ecc. Soltanto i ricchi potevano votare e pertanto questi facevano leggi favorevoli ai poteri forti. In Europa i sindacati allora lottarono per ottenere il suffragio universale, in modo che anche i lavoratori e il popolo tutto potessero eleggere i loro rappresentanti e fare leggi di progresso sociale. Dopo 50 anni di durissime lotte riuscirono nell’intento. I Paesi che adottarono la democrazia rappresentativa migliorarono le condizioni di vita di buona parte del popolo e hanno avuto un maggiore sviluppo economico.
Col passar del tempo infiltrati di poteri forti sono entrati in alcuni partiti dei lavoratori, vari partiti sono espressione di quegli stessi poteri, per cui gli eletti, anziché del popolo, sono sempre più rappresentanti dei poteri forti e cercano di conseguire la maggioranza dei voti con alchimie elettorali, evitando scaltramente il proporzionale puro. In effetti per certi aspetti è l’edizione attuale della democrazia di censo. Da qui si rende adesso necessario lottare per la democrazia diretta di tutti i cittadini, affinché questi possano manifestare concretamente la sovranità prevista dalla nostra Costituzione ed essere gli artefici del loro benessere generalizzato.

PS – Ai partiti progressisti. Gridiamo ancora, sempre, tutti: “Noi vogliamo la democrazia diretta!!!”. I cittadini comprendono che in tal modo loro possono farsi valere realmente e solo così, ripeto solo così, vi voteranno sempre di più. Qualsiasi partito, anche nuovo, se non porta avanti come cavallo di battaglia il diritto sacrosanto alla democrazia diretta del popolo, nasce obsoleto.

5 commenti

  1. In Italia il governo conservatore non vuole il salario minimo. In Svizzera con la democrazia diretta i cittadini tutti hanno conquistato gli stipendi fra i più alti del mondo. Sembra una contraddizione in termini giacché, se gli stipendi sono troppo alti, le imprese non potrebbero reggere, ma non è così. A tutti i lavoratori, svizzeri e migranti, sono dati un’ottima formazione professionale e alti stipendi. Questo permette a milioni di lavoratori di spendere e acquistare milioni di prodotti in più, per cui le imprese vendono molto di più e occorre aumentare la produzione di beni assumendo nuove persone: di conseguenza in Svizzera – sono dati di fatto – la disoccupazione è la più bassa del mondo.
    In Italia, senza stipendio dignitoso e garantito né alta formazione, certe imprese guadagnano pagando poco i lavoratori: il contrario di quanto descritto sopra! Così molti lavoratori, italiani e migranti, non hanno futuro, s’allarga la povertà (e il malaffare), calano – anche per scarsità di asili nido – le nascite (con rischi per future pensioni) e molti italiani dovranno poi emigrare.
    Lo stipendio minimo fu anche un caposaldo di Roosevelt per risolvere la grave crisi USA del 1929. Raddoppiò stipendi e pensioni bassi, sostenne agricoltori e prezzi agricoli, aumentò diritti sindacali e sociali, impose stretti controlli statali alle finanze, iniziò molte nuove opere pubbliche pro occupazione, stipendiando gli ex-disoccupati anziché dar loro sussidi improduttivi (è la soluzione ottimale del reddito di cittadinanza), espanse fortemente ricerca e innovazione.

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