Siamo piccoli e tanti, assieme possiamo decidere, per legge

CONTENUTO

La soluzione dei problemi socio politici.
A quale punto una massa diventa il popolo sovrano?
La rivoluzione tecnologica.
Come riconoscere le soluzioni democratiche.
Cosa incombe altrimenti sull’umanità.
Siamo piccoli e tanti, insieme possiamo decidere!
La coscienza collettiva.
Lo strumento fondamentale.
Nuove frontiere.
Le ‘piccole’ realtà crescono.
Che fare per realizzare la democrazia diretta.
La partecipazione in tempi brevi.
Necessita la struttura della sovranità del popolo.
Emaniamo leggi nuove.
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LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI SOCIO POLITICI

Si è visto che la malattia più insidiosa della società umana è generata dal virus del potere, il cui DNA è la struttura gerarchica. Tale virus allo stato attuale è in sostanza incurabile e lo sdoppiamento che opera nell’organismo sociale è talmente diffuso da apparire connaturato all’essenza stessa della popolazione, come facente parte della natura di questa. Ma non è così, è che si camuffa con essa per non stimolare gli anticorpi.
Lungo il corso dei secoli alcune società sono riuscite a indebolire l’attività del virus attraverso una reazione della massa che produce sviluppo di idee democratiche, presa di coscienza, riduzione del potere assoluto, conquista di svariati diritti civili e umani, ottenimento dapprima del diritto di voto per i ricchi (democrazia di censo), poi del suffragio universale maschile e infine di quello femminile, ossia la democrazia rappresentativa, ecc. Questo indebolimento del virus porta il miglioramento delle condizioni sociali del popolo, un maggiore benessere, una libertà meno limitata, un affrancamento da alcuni miti superstiziosi, più iniziativa. Ma il virus, anche se meno aggressivo, costituisce sempre un grave ostacolo all’evoluzione democratica della società e spesso sferra attacchi con tutta la sua virulenza.
Si devono sviluppare le difese genetiche di quell’organismo sociale che è la popolazione, affinché questa possa fagocitare dal suo interno il DNA mutante del potere. Per farlo è necessario che i cittadini si costruiscano un vaccino efficace, una struttura vincente.

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A QUALE PUNTO UNA MASSA DIVENTA IL POPOLO SOVRANO?

Sovrano è per definizione colui che è dotato del sommo comando, che può decidere su tutto. Il popolo non comanda nulla: nelle democrazie rappresentative può al massimo decidere chi mandare al potere per 4 o 5 anni – scelta obbligata tra una cerchia ristretta di candidati, spesso solo due – e dopo non può decidere nulla. Se l’eletto non fa il proprio dovere, se emana leggi ingiuste, se costituisce un’oligarchia, se condiziona l’informazione, se arricchisce solo i ‘suoi’, se, come in Argentina nel 2001, prosciuga il denaro pubblico, ecc. e ha l’appoggio della ‘sua’ maggioranza parlamentare, il popolo è solo una massa di individui, non può decidere nulla. È l’impotenza del popolo.
Diventano necessari manifestazioni, proteste, girotondi, scioperi, ma spesso con scarsi risultati, il popolo non è sovrano. Manca il DNA profondo, la struttura istituzionale portante dell’autorità dei cittadini.

Il popolo non ha lo STRUMENTO per esercitare la sovranità diretta. Affinché ci sia occorre realizzarne l’ISTITUZIONE, ossia il popolo stesso ha il diritto e il potere di decidere direttamente, con effetto esecutivo, sulle principali leggi e sulle maggiori necessità che lo riguardano. Solo a questo punto una massa diventa il popolo sovrano.
È un diritto fondamentale la cui conquista i partiti, le associazioni, i governi, i movimenti e tutti possono portare avanti ADESSO, ciascuno con le finalità peculiari che lo contraddistinguono (pace, giustizia sociale, libertà d’espressione, ambiente, sanità, scuola, ecc.). È L’ELEMENTO DI UNITÀ per coloro che percepiscono la straordinaria forza e ricchezza che abbiamo a disposizione. È LA SOLUZIONE DEL RINNOVAMENTO CHE TANTI CERCANO.

Nel mondo occidentale la democrazia rappresentativa fa ormai acqua da molte parti: attraverso le sue maglie passano nazismo, poteri economici deviati, demagogia di propinatori di fumo, governi non intelligenti, camaleonti, guerre, dittature e così via.
È l’ora che i popoli prendano coscienza di sé, della propria sovranità, di essere loro i protagonisti nella conquista e difesa dei diritti umani e civili. Sapere è potere. È giocoforza conquistare in maniera duratura, assieme all’automatizzazione delle votazioni e alla firma elettronica, il referendum deliberativo, l’iniziativa diretta popolare e l’obbligo di sottoporre al volere dei cittadini sia le leggi principali sia quelle costituzionali sia le maggiori necessità sociali – sempre con effetto esecutivo immediato – oltre all’educazione democratica preventiva.

Occorre mettere in secondo ordine la struttura dei potenti. Le strutture gerarchiche, comprese quelle della democrazia rappresentativa – pur se vi sono preposte inizialmente persone sinceramente interessate al bene comune – diventano col tempo centri di potere che attirano sempre più arrivisti, ‘pescicani’ e corrotti, con COSTI sempre più esorbitanti per la collettività. Questo succede poiché la popolazione non ha alcuna possibilità di decidere direttamente sull’operato di quei signori, mancando totalmente gli strumenti idonei allo scopo.
Ma il popolo può fare a meno dei potenti, delle loro organizzazioni assai costose, dei loro media informativi quando danno solo fatti di cronaca nera, di casi pietosi isolati, di guerre locali da loro scatenate, come se il pianeta non sia altro che violenza, per cui occorre una milizia al soldo dei potenti per difendere ciò che interessa soltanto a loro.
Noi possiamo fare a meno dei potenti, che ci vogliono tenere allo stato di analfabeti della democrazia, affinché non prendiamo coscienza della forza e ricchezza potenziali della società umana in sé, allorquando le decisioni che riguardano tutti sono prese da tutta la comunità.
Noi possiamo fare a meno dei potenti, di coloro che si proclamano nostri rappresentanti e così decidono per noi, quando generano ingiustizie, discriminazioni, corruzione corrosiva e sperequazione del denaro pubblico.
Noi possiamo fare a meno dei potenti. Sono loro che non possono fare a meno del nostro asservimento.

I veri sovrani non sono i capi, che sovente sono dei furbi o dei parassiti seduti su seggi gerarchici, ma i cittadini tutti assieme, ossia il popolo. Il costo maggiore della società è addebitabile alle strutture decisionali gerarchiche e burocratiche dei capi, non ai cittadini. La comunità sociale non deve essere retta da ‘superiori’ che decidono per essa, ma da tutto il popolo che prende le decisioni necessarie e controlla. Solo così i rappresentanti possono considerarsi al servizio dei cittadini.
Il popolo è forse un minorato psichico, per cui alcuni pochi decidono per lui?

Chi è preposto alle maggiori cariche deve espletarle per il bene comune, sulla base delle indicazioni offerte dalla comunità, essendo il popolo sovrano: gli addetti alle maggiori funzioni sono suoi dipendenti, per cui il popolo sovrano può sostituirli in qualsiasi momento se non operano come di dovere per il bene comune. Il popolo non deve essere costretto a fare ciò che alcuni pochi capi dicono, ma sono questi che devono fare, con le loro capacità, ciò che il popolo sovrano vuole!
Siamo consapevoli di una splendida verità: la libertà solidale di decidere. È la madre di tutti i diritti, è il culmine delle aspirazioni sociali, è la sovranità diretta del popolo. Coi tempi che corrono è una conquista che le popolazioni, partecipando direttamente, devono conseguire.
È il nostro momento! Abbiamo a disposizione un’enorme estensione di territorio, completamente libero da ogni insediamento, vincolo o struttura di potere: è il territorio della democrazia a decisione diretta della volontà dei cittadini su ogni necessità della comunità stessa, il quale altro non aspetta che la nostra conquista!
Trasformiamo l’impotenza del popolo nell’autorità del popolo. È la legge dell’evoluzione democratica. La forza dell’autorità del popolo è la nostra forza. È una realtà nuova: ha un valore immenso.

Riportiamo, parafrasandolo, un brano tratto dal libro ‘l’intelligence collective’ di Pierre Lévy, professore all’università di Parigi: “soltanto la democrazia a decisione diretta del popolo, con l’aiuto della tecnologia avanzata, educa all’intelligenza collettiva ed è in grado di mobilitare, valorizzare, impiegare al meglio le qualità valide e la potenzialità di tutti gli esseri umani;
– l’autorità del popolo rende possibile, il potere gerarchico blocca;
– l’autorità del popolo libera, il potere gerarchico subordina;
– l’autorità del popolo accresce la sua potenzialità, il potere gerarchico la dilapida”.

La comunicazione scambievole permessa dalle nuove tecniche, spiega Lévy, porta a una cooperazione globale senza la necessità di una maggioranza connessa alla democrazia rappresentativa. L’appiattimento della conoscenza si verifica soltanto con la presenza di un potere centralizzatore o verticistico laddove l’arricchimento della conoscenza si ottiene con la collaborazione delle diverse culture.

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LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

Internet, le telecomunicazioni, l’automazione informatica, l’impianto elettronico delle votazioni su tutto il territorio con risultati immediati e l’introduzione della firma elettronica (che permette con minori spese di energie e tempi la raccolta di firme per i referendum), favoriscono di per sé il contatto e la collaborazione tra le persone di tutto il mondo, la diffusione delle idee, la presa di coscienza della straordinaria forza delle capacità umane singole e collettive, unite dalla solidarietà, e del benessere socio economico derivanti da un vero sistema di decisione democratica diretta. Vediamo per un attimo il futuro.
La rivoluzione tecnologica porta ricchezza ai paesi che l’adottano, il sistema capitalistico diminuisce col tempo la sua importanza, poiché sorgono nuove forme d’economia diretta, con spostamento del potere decisionale da coloro che producono a favore di coloro che consumano. I servizi li offre la rete senza intermediari, si passa dalla proprietà all’accesso. L’impresa non ha più bisogno di possedere fisicamente i beni di produzione. Per sopravvivere è inevitabile abbandonare le vecchie forme di proprietà, il cui posto è preso dall’accesso a servizi, da relazioni umane, da informazioni comuni, da collaborazioni, da cooperazione, da testimonianze, da inediti modelli operativi, dalla ricerca, da invenzioni, da nanotecnologie e nanobiologie, da strumenti di lavoro virtuali, da scambio di conoscenze, dallo sviluppo di un’intelligenza collettiva: tutto questo diventa la ricchezza di una nuova economia.

Mentre il consumo di un bene fisico ha fine a se stesso, l’usufruire di una conoscenza può essere l’inizio di svariatissime altre utilizzazioni. In tal modo, giacché l’offerta di conoscenze e di beni materiali è assai estesa, per la legge del mercato il loro prezzo cala fin quasi a zero.
I governi e le aziende cercano dapprima di riportare l’economia della rete a forme tradizionali per limitarne l’accesso, una parte delle attività materiali è trasformata, una parte è spostata nei paesi in via di sviluppo, dove i lavoratori, spesso bambini o ragazzi, vengono retribuiti con salari irrisori. Ma nel lungo periodo ciò non è più sufficiente, non rende più.
È necessaria una prospettiva di sviluppo globale, non solamente a vantaggio dei paesi opulenti. Dapprima infatti la globalizzazione porta il progresso tecnico, scientifico, sanitario, economico solo ai gruppi privilegiati, agli Stati ampiamente sviluppati, allargando l’abisso tra ricchi e poveri. Basta pensare che al momento attuale è data importanza prioritaria alla vendita dei beni, anche nel caso che per la loro produzione sia inquinato in modo estremamente pericoloso l’ambiente o sia sfruttata socialmente la manodopera, anche infantile.

Dopo una lunga e dura lotta, a volte cruenta, la globalizzazione rende più accessibile il progresso a ogni società, nazione e individuo.
I tecnici ad alto livello assumono sempre più rilevanza e scalzano col tempo il potere capitalistico. Per riuscire in ciò si rende necessario estendere la possibilità di decisione a una base ingrandita, occorre che le capacità umane si sviluppino più liberamente sia come qualità sia come quantità e vi sia diffusa collaborazione; non vi sono intralci all’iniziativa e alla creatività. I cittadini sono esseri umani che costruiscono mediante rapporti di collaborazione – non con rapporti di conflitto o instaurando barriere – e realizzando beni la cui natura è di essere condivisi, di favorire la cooperazione vicendevole. Per distribuire molta ricchezza se ne deve produrre il più possibile come qualità e quantità e nella maniera più intelligente. Produce enormemente di più chi può esprimere liberamente le proprie capacità che un sottomesso dalla burocrazia o sfruttato dagli affaristi.

Volente o nolente, il potere politico centralizzatore deve prima o poi tenere presente la possibilità della popolazione di realizzare la propria volontà.
Quale deve essere la destinazione del denaro raccolto dagli enti pubblici e in particolare del debito pubblico lo decide direttamente il popolo, che approva col proprio voto le direttive generali e controlla che le realizzazioni siano confacenti alle necessità della collettività stessa. È una condizione fondamentale: l’impianto del voto automatico e della raccolta elettronica delle firme permette il monitoraggio da parte della popolazione sull’amministrazione dei propri soldi dati agli enti privati o pubblici. Questi diventano sempre più servizi alla dipendenza diretta dei cittadini, attraverso la trasparenza degli accordi politici ed economici.
Il presidente del consiglio e gli occupanti importanti seggi restano in carica non più di un anno – e solo eliminando qualunque conflitto di interessi – e non possono essere rieletti. Sono altresì necessarie la separazione fra potere politico, economico, finanziario, giuridico, dell’informazione e dei media, della pubblicità, della tecnologia avanzata e l’assenza di monopoli privati, verticali e/o trasversali.
Volere è concretizzare.
Con le modifiche alle strutture della società otteniamo, dopo ostinate mobilitazioni, la democrazia a decisione diretta del popolo sia politica sia economica, struttura viva fondamentale necessaria e sufficiente per un avanzamento della civiltà che genera, come conseguenza, giustizia sociale, diritti civili, economia solida, gestione efficiente, sviluppo sostenibile, benessere solidale, pace duratura, progresso dei valori umani, pensioni eque, uso delle risorse valido, ambiente ecologico sano, effetti generalizzati.
Il potere è ridotto al minimo, l’autorità del popolo, vale a dire la vera democrazia, raggiunge il suo massimo.

Esprimiamo un desiderio: alla fine del XXI secolo, in una grossa fetta del mondo, per le scoperte sul genoma e le possibilità d’intervento su di esso, la gente può vivere senza l’afflizione delle malattie attuali. Allo stesso tempo, con la conquista della democrazia globale, con la decisione esecutiva diretta da parte dei cittadini nell’esercizio della loro sovranità, con l’elezione annuale o semestrale delle massime cariche, la gente può vivere liberata dai problemi sociali attuali.
Non possiamo stare con l’animo in pace finché un solo bambino nel mondo ha fame, un solo anziano è nell’indigenza, un solo essere umano si vede negati i diritti civili, finché non c’è la libertà o l’opportunità di decidere e di realizzarsi nel villaggio globale, finché i conflitti sono affrontati con le bombe.
Teniamo sempre vive la solidarietà vicendevole, la libertà di democrazia, la possibilità d’iniziativa, la ricerca tecnico-scientifica valida, la relazione interpersonale.
Mai e poi mai dobbiamo ignorare o dare minore importanza alla volontà del popolo, su ogni questione riguardante la comunità. Mai più!
ALLA DEMOCRAZIA OCCORRE UN’ISTITUZIONE NUOVA: LA SOVRANITÀ DIRETTA POPOLARE, evoluzione ineluttabile della società per un valido sistema economico e politico. Questo è l’obiettivo principale da raggiungere: la creazione di tale strumento è lo scopo di ogni movimento o gruppo che non considera il popolo un minorato incapace di intendere e di volere, ma crede fermamente e vuole una democrazia avanzata, la democrazia completa, dove ognuno diventa protagonista.
Con questo strumento l’uomo esce dall’infanzia sociale! Siamo democraticamente maggiorenni.

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COME RICONOSCERE LE SOLUZIONI DEMOCRATICHE

L’adulto dopo la fase adolescenziale può esprimere pienamente la sua personalità e capacità, per quanto lo permettono le circostanze esterne. Così nella comunità sociale attuale soltanto chi ha il potere può esprimere pienamente il suo volere, pur con i contrasti degli oppositori. Il popolo non è sovrano, non ha potere, non può esercitare pienamente la sua autorità per il semplice motivo che non ha lo strumento adatto.
Fra i primitivi esseri umani chi costruisce un bastone ha lo strumento per farsi valere dagli altri. In seguito chi inventa l’arco con le frecce ha lo strumento per farsi valere dagli altri. Chi agisce istituzionalmente per la collaborazione e la solidarietà ha lo strumento per farsi valere rispetto a chi si basa sul bastone e l’inganno. Chi ha il suffragio universale ha lo strumento per farsi valere rispetto a chi si basa sul potere assoluto e centralizzatore.
Chi ha la sovranità diretta del popolo ha lo strumento per costruire una comunità di equità, pace e benessere generalizzato: vince chi più sviluppa i principi democratici.
Attualmente nei paesi occidentali vige la democrazia rappresentativa. Come fare allora per comprendere se una decisione dei ‘rappresentanti’ è democraticamente valida? Se il governare è in funzione del popolo, è al suo servizio, se è realmente rivolto al bene comune, se tiene conto della volontà del popolo, se dà spazio a decisioni dirette dei cittadini. Troppi ‘se’ giacché solo pochi governanti, in media il 5%, fanno più o meno quanto sopra, mentre il 55% è poco valido e il restante 40% è dannoso o inetto.
Qualcuno obietta: nel caso di un argomento molto controverso quale soluzione scegli? Se non c’è alcuna convergenza, lasciamo decidere direttamente ai cittadini, non interessa se scelgono quanto propugnato da questo o da quello, è importante che sia scelta la soluzione più confacente alla comunità.

Gli appalti dei lavori pubblici vanno assegnati nella massima trasparenza, con il controllo dei cittadini, i quali devono dire l’ultima parola sulla validità del lavoro eseguito.
Il professore olandese Ruut Veenhoven, dopo parecchi anni dedicati allo studio della democrazia nei paesi occidentali, arriva a concludere che sono cinque le condizioni che devono verificarsi, affinché il popolo abbia la ‘felicità’ sociale:

** redditi alti generalizzati;
** democrazia non sminuita;
** sistema politico organizzato bene e non corrotto;
** ampia libertà degli individui tale da consentire l’organizzazione della vita a proprio piacimento;
** tolleranza che offre spazio sia alle altre religioni sia alle altre culture.

Tutto ciò è ottenibile in maniera ottimale solo con la democrazia a decisione diretta del popolo. Senza questa si contano sulle dita i paesi del mondo dove vigono tutte le condizioni di cui sopra, essendo retti da rappresentanti che esprimono soprattutto l’autorità, mentre assai spesso uomini ‘forti’ o portati da organizzazioni ‘forti’ ne impediscono la piena attuazione (essendo espressione del potere) e sono devastanti quando adottano la corruzione di tipo mafioso.
D’altro canto il progresso tecnologico permette uno scambio di idee e conoscenze fra tutte le popolazioni e queste pertanto possono rendersi conto della propria potenzialità e autorità e unirsi. Possiamo sperare in un’evoluzione positiva del vivere sociale: si vince sviluppando i principi e i diritti democratici in modo tale che i cittadini abbiano lo strumento istituzionale per esercitare la propria sovranità. Questa realtà nuova genera un ardore, un clima di eroismo: solo così i popoli possono farsi valere su coloro che basano tutto sulla forza bruta del proprio potere economico in una democrazia ridotta.
Lo stadio finale dell’evoluzione sociale, in un futuro più lontano, è il popolo sovrano che decide direttamente le soluzioni comuni senza l’intermediazione di rappresentanti o ‘signori’ o potenti, grazie anche a un’automazione completa delle principali fasi dell’attività operativa.

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COSA INCOMBE ALTRIMENTI SULL’UMANITÀ

L’unità, la condivisione, l’armonia fra le genti e la democrazia diretta del popolo offrono poche chances al potere gerarchico, che vuole invece la divisione (“divide et impera”) affinché un uomo “forte” possa ridurre la popolazione all’uniformità del suo controllo e delle sue teorie, imponendo strutture logoranti.
Allo stato attuale, gli Stati si possono ripartire in tre grandi gruppi.

1. – Quelli governati dai neocon, ossia da certe grandi multinazionali e finanziarie mondiali che stanno cercando di avere il controllo economico/finanziario del mondo, pochi capi che, limitando in parte o molto la democrazia, si fanno rappresentanti dei cittadini del globo e vogliono determinare i destini delle nazioni, alleandosi con fondamentalismi religiosi (teocon) protestanti e cattolici per combattere, anche con guerre, le ‘civiltà inferiori’ e ridurre ‘gli altri’ nelle ‘riserve’. Le linee di una tale politica sono rese pubbliche nel 1992, all’indomani della fine dell’URSS.

2. – Quelli che maggiormente si sentono minacciati da detta politica e che reagiscono in vari modi, i quali sono suddivisibili in 4 sottogruppi:
– alcuni grandi Stati emergenti, la Russia e la Cina (che per certi aspetti potrebbero stare nel gruppo ‘1’),
– gli Stati comunisti,
– i Paesi mussulmani,
– i Paesi più poveri.

3. – Quelli democratici progressisti, che non approvano il superpotere dei neocon. Essi hanno le maggiori chances di adottare una democrazia diretta del popolo e un’economia più avanzata di condivisione.

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Se i capi e i potenti del mondo non cambiano mentalità – cosa facilissima – i blocchi o gli Stati contrapposti danno origine a compromessi e conflitti, con gravi conseguenze per le popolazioni. A seconda dell’operato dei gruppi e dei sottogruppi, è possibile studiarne tutta la gamma degli sviluppi teorici, i cui risultati qui sintetizziamo.
Gli Stati che adottano la partecipazione e la democrazia diretta dei cittadini, anche per il crescente appoggio di questi che prendono coscienza di sé, risultano essere destinati a vincere. È la supremazia della sovranità del popolo: si dimostra, anche con tecniche matematiche, che alla lunga la strategia della cooperazione dà il vantaggio maggiore.
In base ai diversi comportamenti dei gruppi e dei sottogruppi, risulta dalle proiezioni che la mancanza sostanziale della sovranità diretta del popolo porta – sono alcune delle conseguenze – a un feudalesimo economico finanziario globale oppure, nei casi meno gravi (si fa per dire), a una deriva demagogica.
Nella situazione che nessun paese adotti l’istituzione dell’autorità del popolo, si può giungere, come caso estremo, a un’assai tragica terza guerra o guerriglia mondiale soprattutto tra il gruppo ‘1’ e il gruppo ‘2’. O la sovranità del popolo adesso oppure … l’apocalisse. Questo è il problema!
Nel medioevo il feudalesimo è battuto da una ripresa della coscienza democratica con l’età dei Comuni. Oggi occorre una ripresa della coscienza democratica con la decisione vincolante di tutti i cittadini.

IL POTERE POSSIEDE UN’ARMA IN PIÙ: LA STRUTTURA GERARCHICA CON POTERE VINCOLANTE, CON CUI ASSOGGETTA TUTTO E TUTTI.
IL POPOLO PUÒ VINCERE COSTRUENDO UN’ARMA PIÙ FORTE: LA DEMOCRAZIA COMPIUTA A SOVRANITÀ DIRETTA DI TUTTI I CITTADINI CON POTERE VINCOLANTE.

Il sistema proporzionale puro è quello che meglio esprime la volontà popolare su chi devono essere i ‘delegati’ (ad es. in parlamento): infatti anche tutte le minoranze devono essere rappresentate.
Il potere verticistico e centralizzatore sa che in genere è in minoranza rispetto alla volontà generale di tutti i cittadini, per cui non vuole leggi elettorali che esprimano effettivamente le decisioni della maggioranza del popolo ossia la democrazia diretta (per la cui affermazione è d’importanza fondamentale il 50%+1 dei voti validi), bensì leggi con artifici aritmetici che alterano la votazione effettiva, in modo da far vincere il partito più vicino al potere, che sovente ha solo la cosiddetta ‘maggioranza relativa’ (cioè inferiore al 50%+1), che è più preciso chiamare ‘minoranza maggiore’. In questo modo vince non chi ha il 50%+1 dei voti, ma chi ha una % inferiore, per cui la maggioranza deve fare ciò che vuole una minoranza più o meno organizzata, con pericolose avventure che può correre la società civile.
Nelle votazioni per scegliere uno fra più nominativi o una fra più richieste, se nessuno raggiunge il 50%+1 dei voti, è necessario ricorrere al ballottaggio fra i primi 3 o 4 più votati, altrimenti vincerebbe l’espressione di una minoranza.

Allontaniamo i fantasmi dell’uomo forte, del presidenzialismo, del maggioritario, dei premi di maggioranza, degli sbarramenti elettorali, del quorum, della maggioranza qualificata, del decisionismo non controllato dai cittadini, del premier con molti poteri, dello statalismo burocratico, della privatizzazione a oltranza, del bipartitismo decrepito, del politico ‘seduttore’ che stravolge i valori democratici. I succitati sono tutti sistemi riduttivi della democrazia.
Occorre in maniera ferma far sì che i popoli prendano coscienza della loro autorità diretta. Programmiamo di esportare pacificamente la costruzione della democrazia autentica, il mondo ne ha estremo bisogno, è nel suo naturale DNA sociale ed evolutivo. Non conviene più viaggiare con la diligenza a cavalli quando si può viaggiare col treno ad alta velocità.
Si tenga presente che, dal modo in cui stanno imponendo i sistemi di potere, nel prossimo futuro si rende sempre più necessaria, oltre alla democrazia diretta politica, anche LA DEMOCRAZIA DIRETTA ECONOMICA.

Difatti le potenti lobby finanziarie e le grandi multinazionali tendono a conquistare o già hanno il monopolio o quasi dei beni e servizi essenziali per le popolazioni, sia a livello nazionale (possedere o controllare finanche il 90% d’ogni settore ritenuto strategico) sia a livello planetario. Oltre alle tradizionali estrazioni di materie prime e produzione di armi, i settori interessati riguardano in particolare la produzione di energia, la grande distribuzione alimentare, gli organismi finanziari, il patrimonio edilizio, le grandi opere, la sanità e molti prodotti farmaceutici, la comunicazione nei suoi vari aspetti (televisione, radio, stampa, editoria, pubblicità, cinema, media informatici, ecc.), la gestione dell’acqua e dei rifiuti, l’istruzione, alcuni sport, ecc. Ovviamente detti monopoli o semimonopoli economici permettono una forte e aberrante influenza politica da parte delle lobby medesime, con l’altissimo rischio di portare alla rovina aziende, Stati e popolazioni. La società civile ancora non ha approntato adeguate difese a questo attacco: occorre fare presto a produrre l’antidoto.

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SIAMO PICCOLI E TANTI, INSIEME POSSIAMO DECIDERE!

Come agli schiavi negri d’America nell’Ottocento è proibito imparare a leggere e scrivere, affinché non possano emanciparsi, così a noi non è fornita una vera cultura democratica né una formazione adeguata, affinché si resti sottomessi, nell’ignoranza delle nostre possibilità decisionali sulle questioni sociali.
Come gli schiavi negri d’America sono considerati alla stregua di quasi animali cui il padrone ordina e quelli devono ubbidire rassegnati, così noi dobbiamo ubbidire ai capi con serenità, perché sono solo loro che hanno il diritto di decidere per noi.
Come svariate persone ritengono che se anche viene data la possibilità di studiare agli schiavi negri, questi, per loro natura, non hanno la capacità di capire ciò che eventualmente è loro insegnato, così a noi non permettono la conoscenza delle basi di una democrazia piena, facendoci credere che non possiamo intenderne i contenuti.
Come qualcuno crede che i negri non abbiano l’anima, poiché sono di una civiltà o razza troppo inferiore a quella dei bianchi, così ci dicono che noi non abbiamo alcuna capacità nella gestione pubblica, ma che spetta ai ‘superiori’ farlo, poiché essi sanno come si fa a dirigere il popolo.
Per gli abolizionisti un uomo schiavo è un essere potenzialmente libero, per gli altri lo schiavo è, in pratica, una nullità e come tale va trattato.

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LA COSCIENZA COLLETTIVA

Solo la presa di coscienza del popolo può far crescere l’autorità del popolo. Il nostro compito è di apprestare e di divulgare uniti in tutto il mondo gli strumenti necessari allo scopo.
Una delle carte che il potere sempre gioca è quella di far ritenere che la massa, anche se acquista diritti, non è in grado di comprendere la democrazia, di risolvere i problemi sociali, per cui è necessario un capo che la guidi.
Nessuno deve più cadere in questi errori che il potere, il quale sa bene il fatto suo, inculca a largo raggio.
Bisogna aver fiducia nel popolo e dare fiducia al popolo. L’importanza della COSCIENZA COLLETTIVA democratica è enorme, significa la nostra EMANCIPAZIONE. Bisogna crederci.
Ma i problemi non possono essere risolti con gli stessi istituti e schemi mentali che li producono.

Difatti il potere sa bene che la struttura regina per tenere soggetta la popolazione è quella gerarchica centralizzatrice.
Tale organizzazione implica la lotta o la guerra fra capi diversi; o ci dobbiamo uniformare a un capo, e in tal caso costui si presenta come il migliore, il superiore, per cui dobbiamo restare a lui sottomessi ubbidendogli oppure si combatte contro l’altro capo, e in tal caso ci dicono che noi siamo superiori agli altri, siamo i migliori, e dobbiamo essere pronti a tutto anche a sacrificarci combattendo gli altri. QUELLI CHE CI VANNO DI MEZZO E CI RIMETTONO SONO SEMPRE I SOTTOMESSI D’ENTRAMBI I FRONTI. Noi tutti non vogliamo uniformarci o rassegnarci né a un capo né all’altro, ma vogliamo solidarizzare fortemente fra noi e con i sottomessi e le vittime di entrambe le parti.
Nel campo del lavoro, per avere un compito importante bisogna alquante volte far parte di una classe, di un partito, di una lobby: anche se si eccelle in un campo, spesso non si può espletare una funzione se non si è inseriti in una ‘casta’ gerarchica. Per svolgere una funzione è necessario solamente tenere conto della competenza e capacità della persona in quel lavoro e della sua onestà, non dare la priorità al gruppo d’appartenenza, all’idea politica, alla razza, al sesso e via dicendo.

Le frasi sottili del potere: non contano le strutture, conta la bontà dell’animo, cercate perciò di comportarvi bene. Oppure: state sereni, non reclamate, pensiamo noi a tutto. Oppure: non se ne può fare a meno del potere, lo dobbiamo avere sempre in mezzo a noi, per cui pensiamo ad altro (non lasciamoci ingannare dalle voci che mette in giro il potere – ndr). Oppure, quando le cose proprio non vanno bene: ogni popolo si merita i governanti che ha (ossia la colpa è del popolo!). Ma come fa a meritarseli i comportamenti di quei capi se il popolo non può decidere nulla, non esistendo le strutture adatte a far valere, ogni volta che è necessario, la propria volontà?
L’unica vera lotta sociale in ogni tempo è tra le strutture logoranti del potere gerarchico, in combutta fra loro, siano esse politiche, economiche, religiose, ideologiche, occulte, militari, e la capacità di decisione della popolazione, autorità di cui allo stato attuale la stragrande maggioranza degli esseri umani è defraudata.
A tutt’oggi, per esempio, gli italiani sono privati dei diritti al referendum deliberativo e all’iniziativa popolare senza quorum e senza limitazioni. I cittadini hanno il diritto di possedere tali istituti, a livello nazionale e locale. Le leggi più importanti e quelle costituzionali devono sempre avere l’approvazione del popolo. Non possiamo restare sordi all’avanzamento democratico della società civile. Il progresso democratico e umano lo conseguiamo quando ci emancipiamo dal potere alienante dei capi.
Se a volte ci sembra che il popolo non reagisca sufficientemente a problemi anche gravi, è solo perché esso non ha il mezzo giuridico che gli permette di fronteggiare in maniera adeguata la situazione e risolverla definitivamente.

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LO STRUMENTO FONDAMENTALE

Siamo piccoli e tanti, insieme si vince, perché il potere ha bisogno della divisione per l’asservimento del popolo: ‘divide et impera’. Il potere dice quanto è bravo lui a parlare dei problemi; la nostra capacità è di risolverli nell’unica maniera giusta mediante la partecipazione di tutti alle decisioni, a qualunque livello territoriale. Realizzare questa STRUTTURA è condizione necessaria e sufficiente. È la MODERNITÀ e il PROGRESSO. È l’OBIETTIVO. È la SOLUZIONE, la più efficace.
È la nostra cultura del FARE: è la cultura del DARE l’autorità propria della democrazia a tutti. È questa la nostra struttura che unisce, la nostra istituzione basilare, la nostra vera forza. È l’idea sconosciuta, occorre puntarvi prioritariamente: è essenziale e indilazionabile.

– Lo strumento fondamentale del potere è la struttura gerarchica istituzionalizzata.
– Lo strumento fondamentale della democrazia è la sovranità del popolo (la democrazia diretta) istituzionalizzata.

Se una struttura gerarchica, all’interno d’uno Stato o d’una comunità, non è istituzionalizzata, il capo di quella gerarchia non conta nulla. Allo stesso modo se la sovranità diretta del popolo non è istituzionalizzata, il popolo non conta nulla, siamo gente di serie C.
Possiamo fare – si rende necessario – proteste, organizzazioni più o meno costose, scioperi, cortei, nella speranza che qualche governante accolga le nostre richieste, e nella maggioranza dei casi otteniamo poco o niente. In situazioni esasperate il popolo è costretto a ricorrere a forme di rivolta, ma spesso non ottiene nulla.
Seppure alcuni casi vanno a buon fine, dopo siamo daccapo: per nuove o vecchie necessità dei cittadini bisogna ripetere interminabili manifestazioni, sempre nella pia speranza che il capo di una parte o dell’altra risolva il problema. Non dobbiamo restare a ricasco di qualcheduno, anche se ‘non cattivo’.

È il momento di ribaltare la prospettiva: occorre essere uniti per portare avanti la realizzazione politica dell’autorità del popolo, ossia della democrazia diretta dei cittadini, in modo che i problemi sociali vengano realmente risolti da tutti insieme. Così i partiti, le organizzazioni, i movimenti, i rappresentanti sono effettivamente al servizio del popolo e tutto può funzionare in maniera ottimale (vi sono precedenti, qualcosa del genere già lo realizzano gli elvetici) e il denaro pubblico può essere utilizzato secondo la vera volontà e col controllo dei cittadini stessi.
Portiamo la Speranza! Vogliamo che i popoli del mondo scoprano la ricchezza sociale che è in se stessi, l’unica che può battere la ricchezza materiale di pochi, vogliamo che i cittadini si rendano conto della loro forza con l’istituzione della democrazia piena, con l’esercizio della propria sovranità. Anche la rivoluzione tecnologica dà un contributo a questa soluzione.
“Amici, sappiamo che questo è un periodo difficile per il pianeta. Eppure abbiamo un amore, abbiamo una gioia nel cuore. Ogni persona può decidere alla pari su ciò che riguarda la comunità: tu che ora vediamo passare, tu che vivi tra gli stenti, tu che non sei considerato, tu donna che hai il bambino mutilato dalle bombe, tu giovane che credi negli alti ideali, tu che vuoi produrre in un sistema economico sano, tu che desideri un progresso tecnico scientifico solidale, tu che vuoi la tolleranza e non l’integralismo, tu e tu e tu e tutti. Vogliamo che in ogni Stato e città e villaggio e ghetto del mondo, uniti, siamo capaci di trasformare la montagna logorante del potere centralizzatore nella pietra preziosa della libertà di decidere insieme”.
Solo chi guarda lontano trova la via.
Il filosofo e matematico inglese Bertrand Russel, premio Nobel nel 1950, noto anche per la sua propaganda antimilitarista, si chiede: “deve assolutamente esistere una possibilità di levare immediatamente il potere a chi ne fa un cattivo uso”.
Ora noi sappiamo qual è la risposta:

SIAMO PICCOLI E TANTI UNITI ASSIEME, CON L’ISTITUZIONE DELLE LEGGI COSTITUZIONALI SULLA SOVRANITÀ DIRETTA DEL POPOLO, FORMIAMO L’UMANITÀ CONSAPEVOLE.
DALLA PARTE DEL POPOLO VI SONO LE RAGIONI DELLA GIUSTIZIA:
è la REALTÀ nuova
è l’IDEA positiva portante
è lo STRUMENTO unitario delle diversità
è la FORZA basilare dei cittadini
è la CONDIZIONE necessaria ed essenziale
è il RINNOVAMENTO che tanti auspicano
è l’OBIETTIVO sociale che tanti cercano
è il MODELLO risolutivo
è l’ISTITUZIONE vincente
è PROGRESSO, BENESSERE, AMBIENTE VIVIBILE e SVILUPPO ECONOMICO
è MODERNITÀ e UNITÀ NELLA PARITÀ DEI DIRITTI
è FEDERALISMO dal BASSO a PARTECIPAZIONE DIRETTA

Ora conosciamo una struttura che spazza via il silenzio della paura, che vale realizzare
STRUTTURA DI AGGREGAZIONE FORTE, URGENTE, IMBATTIBILE
L’UNICA IDEA CHE PUÒ UNIRE IDEE DIVERSE
L’ISTITUTO DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA
e’ la soluzione
LIBERTÀ = PIENA SOVRANITÀ DEL POPOLO
è IL CAMBIAMENTO per chi crede nella pace, nella giustizia, nell’uguaglianza, nella verità, nella fioritura di attività valide, nel benessere esteso e condiviso, nella dignità dell’uomo, nella democrazia delle decisioni.

SiAMO Noi TUTTi ALLA PARi
SiAMO NOi TUTTi i PROTAGONiSTi, PER LEGGE!!!

LA DEMOCRAZIA È IL POPOLO,
È LA PIÙ POTENTE RIVOLUZIONE SOCIALE.

è il momento di voltare pagina:
 p a s s a p a r o l a 

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NUOVE FRONTIERE

Lungo il corso dei secoli si verificano varie fasi nell’esercizio della sovranità, che sinteticamente si possono ripartire in: monarchia assoluta, democrazia di censo, democrazia rappresentativa. La sovranità esercitata direttamente dal popolo e dalle unità territoriali in generale è favorita, per il prossimo futuro, dalle nuove invenzioni che permettono a largo raggio contatti fra tutti, una maggiore presa di coscienza e un’economia decisamente diretta: difatti la storia mostra che le conoscenze, le scoperte, il progresso tecnico scientifico sono fattori che portano nel tempo un cambiamento o un progresso nel sistema sociale dove avvengono.
Oggi uno di questi fattori è dato dall’informatica che permette di automatizzare attività fino a ieri impossibile a farsi. È il segnale di tempi nuovi. Volenti o nolenti, il sistema capitalistico o neo-conservatore diminuisce la sua importanza poiché emergono modelli di economia diretta, mentre il potere politico è costretto a prendere in considerazione la possibilità del popolo di manifestare le proprie richieste, anche tramite internet (e per il futuro si prevedono soluzioni più avanzate), di vedere realizzata in modo immediato la propria volontà, di sviluppare la cooperazione, le qualità umane più valide, l’intelligenza collettiva e la potenzialità di ciascuno.
Occorre pertanto portare avanti fermamente il discorso dell’automazione e in particolare del voto elettronico, perché sia possibile in maniera agilissima – una volta impiantata la rete – la decisione popolare con risultati in tempo reale e con effetto esecutivo immediato. Per esempio in Italia al momento attuale è automatizzato su tutto il territorio il gioco del ‘totocalcio’ (e del ‘superenalotto’), così la gente può mettere le ‘X’, invece che sulle leggi che la interessano, sulle … partite di calcio (o sui numeri del lotto) e in pochi istanti, premendo un tasto, si hanno i risultati nazionali e locali … delle scommesse.

Uno dei principali motivi del progresso democratico e socio-economico realizzato dai paesi occidentali è la separazione, conquistata nei secoli addietro, fra istituzione statale e istituzione religiosa e la separazione fra i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Allo stesso modo oggi è necessaria, per portare avanti il progresso, la separazione dello Stato da qualsiasi istituzione ideologica, sia essa religiosa, sociale, politica, economica, ecc. È alla stessa stregua indispensabile che non vi siano monopoli di potere politico, economico, sociale, militare, confessionale, dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle reti internet, dei prodotti genetici e informatici, altrimenti sarebbero frapposti enormi ostacoli alla crescita delle nazioni.
Quanto sopra può realizzarsi solo con la decisione diretta dei cittadini sulle principali questioni che li riguardano, poiché essi intuiscono le soluzioni che vanno a vantaggio della comunità nel suo insieme – e in caso di errore possono sempre cambiare – mentre un gruppo ristretto, anche se ‘rappresentativo’, che ha il potere di decidere, troppe volte adotta soluzioni non ottimali per la collettività se non addirittura favorevoli solo a pochi.
La presa di coscienza da parte del popolo della gravità di non poter decidere immediatamente sulla validità o meno dell’operato dei governi e dei rappresentanti e il malcontento per il sistema imposto dal potere, sfociano di conseguenza nella contestazione e nella lotta per la conquista dell’autorità diretta, al fine di dare voce e importanza a tutti i cittadini insieme, i quali sono i più interessati a un ottimo funzionamento della cosa pubblica. E si giunge finalmente all’emancipazione dal potere.

NEL CORSO DELL’EVOLUZIONE DEMOCRATICA DELL’UMANITÀ, IL POPOLO CONQUISTA IL SUFFRAGIO UNIVERSALE ORA È ARRIVATO IL MOMENTO CHE CONQUISTI LA SOVRANITÀ DIRETTA DEL POPOLO.

Il diritto di decidere col proprio voto assieme agli altri su ogni necessità comune è sacro e inalienabile: per nessun motivo un essere umano può esserne privato.
La conquista istituzionale della democrazia diretta dei cittadini è il modo più efficace per cambiare il mondo … in meglio.
OCCORRE RINNOVARE LA POLITICA. LA DEMOCRAZIA NECESSITA DI UN MODELLO MODERNISSIMO, CHE RENDA TUTTI I CITTADINI GIURIDICAMENTE PROTAGONISTI: È LA PIÙ ALTA ESPRESSIONE DELLA VOLONTÀ POPOLARE, È L’EMANCIPAZIONE.
Con la democrazia diretta le soluzioni dei problemi sociali hanno il prezioso contributo, immediatamente esecutivo, di TUTTI I CITTADINI del territorio, ricevendo tale ricchezza e molteplicità di idee, da farle risultare attuali, di valore e di benessere generali. Invece le soluzioni di alcuni pochi non possono avere, salvo eccezioni, la stessa molteplicità e lo stesso interesse generale oppure sovente perseguono vantaggi e profitti per qualche gruppo o gruppetto di potere, anziché risolvere in maniera efficace i problemi dell’intera comunità.
La democrazia diretta si rivela essere un potente e ineguagliabile strumento sociale di parità dei diritti, di benessere universale e di unità.
CITTADINE E CITTADINI, NULLA DI QUELLO CHE VIENE PROPOSTO PUÒ DIVENTARE LEGGE SENZA IL VOSTRO CONSENSO, SIATE VOI STESSI GLI ARTEFICI DELLE LEGGI CHE DEVONO FARE IL VOSTRO BENESSERE.

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LE ‘PICCOLE’ REALTÀ CRESCONO

Come nel campo politico, così nel campo economico e in quello sociale, col trascorrere del tempo si verifica sempre un’evoluzione. Negli ultimi secoli il capitalismo, strettamente favorito dalla rivoluzione industriale, scalza l’antica nobiltà ormai inutile, portando sostanziali cambiamenti nei campi suddetti, mentre si sviluppano nuove forme di lotta per la democrazia.
Nel prossimo futuro la nuova realtà, strettamente favorita dall’appena iniziata rivoluzione tecnologica, scalza il capitalismo accentratore e conservatore, che diviene sempre più inutile.
Si può fare un paragone con internet. Prima di questa vi sono i grossi centri elettronici su cui sono convogliati tutti i dati e le informazioni, centri che offrono un servizio alquanto costoso e che spesso restano bloccati per ingolfamento, non potendo soddisfare nel breve periodo le varie esigenze. Senza più utilizzare codesti centri, ma con un sistema di interconnessione fra tutti i computer ed enti locali, internet rende possibile a chiunque la trasmissione immediata di informazioni in ogni parte del mondo a un costo decisamente assai basso.

Analogamente, in ogni ramo di attività, le piccole o medie aziende di tutto il pianeta possono ora collegarsi strettamente fra loro formando un’unica realtà, pur nella loro diversità, sviluppando un’intelligenza di gruppo e una capacità solidale tali da poter competere con i monopoli e certe multinazionali – grazie anche alla notevole riduzione delle spese – e sovente superarli.
Lo stesso dicasi per le organizzazioni e i movimenti che operano nei vari campi del sociale e dei diritti. Essi, uniti fra loro, pur nella diversità, possono sviluppare una collaborazione nuova e partecipare direttamente con un contributo determinante alla promozione generalizzata della vita sociale e dell’ambiente.
Nel campo del sapere, della scienza e della tecnologia si sviluppa un’unità di condivisione delle conoscenze così grande da poter parlare di sviluppo di una intelligenza collettiva.
Nel frattempo i singoli e i popoli scoprono l’immenso valore della loro autorità.
È la crescita della democrazia.
Le diversità dei popoli sono un dono l’uno per l’altro, ma solo con la piena sovranità del popolo possiamo generare unione e condivisione.

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CHE FARE PER REALIZZARE LA DEMOCRAZIA DIRETTA

Ciascuno prenda coscienza dell’enorme ricchezza e delle formidabili possibilità che abbiamo a disposizione. INSIEME conquistiamo questo diritto basilare, talmente incisivo e radicale che fa nuove tutte le strutture.
Queste idee fanno nascere la speranza nel cuore degli esseri umani. Gridiamolo con forza! Portiamo questo diritto essenziale di emancipazione sociale in tutte le nazioni. Questo è amare la nazione altrui come la propria. È amare gli altri popoli come il proprio.
Sappiamo che gruppi ristretti assai ricchi e lobby potenti dettano legge e quasi monopolizzano la vita economica o finanziaria, mentre gli ‘altri’ imprenditori, grandi o piccoli, sono ostacolati e il popolo è praticamente impotente.
Il potere di decidere possiede uno strumento consolidato da millenni: è la struttura gerarchica che crea l’impotenza del popolo. Noi dobbiamo costruire la strumento idoneo affinché la sovranità del popolo possa esprimersi nella sua pienezza: è la Democrazia Diretta dei Cittadini.

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LA PARTECIPAZIONE IN TEMPI BREVI

La società civile diventi soggetto politico, facendo nascere dal basso qualcosa di nuovo: per questo formiamo in ogni luogo, chiunque può farlo, gruppi o movimenti di persone e di idee democratiche avanzate. In molti luoghi si formano gruppi spontanei di sostenitori dell’idea. Siamo piccoli e in tanti, uniti si vince, giacché possediamo l’unico mezzo veramente idoneo.
Non diciamo quello che i partiti o lo Stato possono fare per noi, ma quello che noi tutti possiamo fare per amministrare lo Stato e la realtà locale.
In primo luogo è necessario procedere alla stesura della “dichiarazione del principio inalienabile della sovranità diretta del popolo”, quindi stilare le linee costituzionali di uno Stato che s’ispiri a tale principio. Noi vogliamo rendere concreta questa dichiarazione e conquistare la costituzione che si fonda sulla democrazia diretta: questo è il nostro obiettivo e per questo cerchiamo la massima adesione dei cittadini e delle istituzioni.
Stare con la gente, stare fra la gente, sempre, affinché l’idea della sovranità diretta del popolo si diffonda al largo e non ristagni nell’ambito di pochi addetti. Accogliere gli altri, ascoltarli, ascoltarli sempre, amare ciascuno.

Prendiamo contatto con chi è della stessa idea, con gli amici e parenti, con colleghi di lavoro, con le persone del vicinato, con gli ambienti che frequenta, al mercato, nei bar, col mondo della scuola, dei partiti, delle aule parlamentari, delle organizzazioni o gruppi cui partecipa, con i poveri e gli emarginati, col mondo del lavoro, con i braccianti agricoli, con gli imprenditori, col sindacato, con il proprio gruppo religioso, con l’ambiente dell’università, della scienza, dell’informazione, della cultura, dello sport, dovunque. Teniamo un rapporto di grande apertura e comprensione con tutti. Tutti siamo materia prima per costruire insieme la forma più evoluta di democrazia: la sovranità diretta dei cittadini. E il nostro agire sia instancabile finché in ogni parte del mondo si arrivi all’emancipazione, alla vera libertà.
Possiamo sicuramente rendere concreto con la vostra collaborazione questo ideale.
Ognuno si mantenga unito con i propri aderenti incontrandosi con loro, telefonandosi, stabilendo rapporti di sincera amicizia, organizzando incontri con più persone, dove la parte più importante è l’accoglienza calorosa di ciascuno, e poi sfruttando ogni occasione, utilizzando internet, facendo inviti per eventi particolari, aggiornando le persone con messaggi telefonici e online, ecc. Seminiamo, seminiamo sempre, su tutto il territorio.

D’estrema importanza è come coltivare le persone che ci conoscono da poco. Negli incontri che si fanno con loro per prima cosa conoscersi come persone, parlare di sé, se sono sposati, se hanno figli, che lavoro svolgono e come hanno (abbiamo) conosciuto la Democrazia diretta e il nostro gruppo, cosa li colpisce di più, vedere sempre il positivo di essi. Con loro occorre soprattutto l’ascolto, non contraddire bruscamente quello che dicono, ma ascoltare senza giudicare, comprendere, mentre uno parla gli altri stiano ad ascoltare, parlare quindi delle basi ‘elementari’ della democrazia diretta con parole semplici, non tecniciste, descrivere esperienze concrete di democrazia diretta a ogni livello. I nuovi aderenti si devono sentire per prima cosa accolti come se ci si conosca da sempre, devono sentirsi in famiglia e scoprire l’unità, cioè la bellezza dello stare insieme, non con le parole, ma con la vita.

Lo scopo peculiare dei membri DD (democrazia diretta) è la sovranità del popolo, che è la soluzione madre per ogni questione sociale e per l’ottenimento di ogni diritto. I singoli problemi sociali sono già portati avanti come argomento principale da altri gruppi o movimenti. Nei confronti di questi gruppi il nostro compito – ciascuno nella propria identità – è di stima e di puro servizio: far conoscere, seminare e accrescervi, se lo desiderano, sia la democrazia diretta sia la collaborazione reciproca. Se non facciamo così la nostra passione per la democrazia diretta sarebbe pura retorica e ci troveremmo alla fine chiusi e isolati.
Comprendere il valore dell’autorità del popolo permette di vedere là dove altri non vedono e di indicare alla gente l’obiettivo da raggiungere. Occorre mantenere sempre viva la speranza, momento per momento fare di ogni difficoltà il trampolino di lancio per superare gli ostacoli senza recriminare, per comprendere le diversità e rispettare le funzioni.

Il segreto per risolvere i problemi sociali è fare progredire la democrazia stessa, che significa aumentare le possibilità di decisione del popolo.
NELL’OTTOCENTO. in Europa il movimento socialista e i sindacati hanno grosse difficoltà nelle rivendicazioni per migliorare le disumane condizioni di vita dei lavoratori. Per controbattere il potere capitalista che instaura la democrazia di censo (solo i ricchi possono votare) comprendono che occorre FAR FARE UNO SCATTO ALLA DEMOCRAZIA STESSA – far avanzare la democrazia significa più potere, per istituzione, al popolo – pertanto portano avanti, con fermezza fino alla vittoria, lunghe lotte per la conquista dello strumento nuovo decisivo: IL SUFFRAGIO UNIVERSALE, per cui TUTTI i cittadini, per legge, possono votare ed eleggere i loro rappresentanti. In tal modo ai parlamenti vanno anche deputati che promuovono i diritti dei lavoratori e dei cittadini, con la conseguente crescita economica.

OGGI. le grandi organizzazioni neoconservatrici sono troppo potenti e ormai si sono appropriate della democrazia rappresentativa. I modelli e le rivendicazioni della sinistra e di gruppi progressisti che vanno bene nell’Ottocento (e nel ‘900), adesso non bastano più a fronteggiare il fenomeno. Occorre aggiornarsi: è giunto il momento inevitabile che i cittadini, i partiti, i movimenti, le organizzazioni che agiscono per il progresso, si attivino oltre che per le esigenze specifiche, anche primariamente per FAR FARE UNO SCATTO ALLA DEMOCRAZIA STESSA – far avanzare la democrazia significa più potere, per istituzione, al popolo – portando avanti la conquista del diritto inalienabile della DEMOCRAZIA DIRETTA DEL POPOLO, per cui TUTTI i cittadini, per costituzione, possono decidere su ogni legge ed esigenza sociale con effetto esecutivo immediato.
Con la sovranità diretta del popolo difatti abbiamo il più forte strumento istituzionale che consente di sviluppare, in maniera generalizzata: benessere, ambiente vivibile, pace, unione, libertà, maturità civile, giustizia sociale. Che non fa più rassegnare alle strutture logoranti del potere, che causano: indigenza, degrado ecologico, guerre, divisioni, paura, disinformazione, ingiustizie, disastri finanziari.

FACCIAMO CONTINUAMENTE PRESSIONE, FINO ALLA CONQUISTA, SUGLI ENTI LOCALI, SU QUELLI NAZIONALI, SULL’UNIONE EUROPEA, SUI PARTITI, AFFINCHÉ SIA RICONOSCIUTA PER LEGGE, PER STATUTO, PER COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA DIRETTA DEI CITTADINI CON IMMEDIATO EFFETTO ESECUTIVO, SENZA ALCUN QUORUM NÉ OSTACOLO BUROCRATICO.

È l’audacia della speranza. Se la tua azione è decisa e il tuo parlare s’immerge nella sapienza, molti ti seguono. Forma vari gruppi compatti di queste persone in modo che con loro tu puoi conquistare la località e tutta la città.
Ciascuno è l’autorità della sovranità popolare nella zona in cui opera per portare il nuovo messaggio, è clima di eroismo, è somma generosità. Ciascuno è protagonista: Tu e Tu e Tu e Tu!
Volontari operosi fanno arrivare il nuovo messaggio democratico e la sua conoscenza in tutti gli strati della popolazione.
Coloro che danno vita a una comunità devono far sì che le decisioni che riguardano la comunità stessa siano prese da tutti i membri assieme, col voto espresso, ed essere contenti anche se queste non coincidono con il proprio parere, giacché è l’autorità della comunità che vince.

Restiamo in stretto collegamento tra noi e con gli altri gruppi e con i singoli che desiderano portare avanti, assieme alle proprie finalità peculiari, l’idea della democrazia a decisione diretta del popolo. Internet, il moderno tam tam, può inviare i suoi messaggi sulla sovranità popolare e avvolgere l’intero pianeta: si creino dappertutto siti web, chat e altre novità informatiche sull’argomento, si diffondano al largo gli indirizzi online. Chi ha la capacità di tradurre nelle varie lingue, ne approfitti per trasmettere in ogni parte del mondo a vasto raggio la scoperta della facoltà d’esercitare la nostra autorità pienamente. È sommamente necessario farsi conoscere dalla gente, far loro comprendere quali sono le cose che ci stanno a cuore, quello che vogliamo fare se veniamo eletti, quali sono le differenze tra democrazia diretta immediata e democrazia rappresentativa o altre forme di governo. Comunicarci sempre tutto specialmente le cose positive e aggiornare tutti. Ognuno di noi è una parte di noi. Assieme nella diversità si vince!
In ogni città, paese, frazione e quartiere sono poi formati comitati per la sovranità del popolo, centri di riferimento e coordinamento, punti di proposizione e raccolta di nuove idee e piani di azione. Sono istituiti laboratori di ricerca avanzata sulla democrazia politica ed economica a partecipazione diretta dei cittadini, ovverosia sull’autorità del popolo. Vengono svolte assemblee nazionali e continentali per un messa a punto delle conquiste realizzate, delle conoscenze acquisite e per il lancio di nuove strategie.

Un appello speciale va rivolto ai giovani, al loro entusiasmo, alla loro fede in un’ideale da realizzare, per costruire lo strumento che permette la vera libertà di espressione, la valorizzazione sociale delle proprie capacità, l’occupazione ottimale, una sana economia di progresso, una solidarietà estesa, una democrazia moderna, un’equità comune, una società nuova.
L’appello va rivolto a tutte le donne: con la vostra capacità potete dare un contributo decisivo alla realizzazione di un modello sociale che garantisce i vostri diritti e la pace, la giustizia sociale, un ambiente vivibile, per voi e per i vostri figli.
L’appello va rivolto ai responsabili dei partiti e delle associazioni e agli intellettuali per portare avanti nei loro gruppi un discorso avanzato di democrazia o, come qualcuno preferisce, iperdemocrazia. Si facciano paladini di una realtà nuova, per costruire oggi il nostro domani. Aderire all’autorità del popolo non comporta rinunciare alle proprie opinioni politiche, religiose o culturali, al proprio partito o associazione, alla propria libertà d’iniziativa, di pensiero o di azione, anzi li valorizza, e ciascuno può prendere, insieme a tutti i cittadini, le decisioni che riguardano tutta la collettività. L’invito è rivolto in modo particolare ai governanti che si avvalgono della democrazia partecipata.

Chi opera presso le popolazioni del terzo e quarto mondo o nelle periferie degradate delle metropoli occidentali, porta per prima cosa l’aiuto necessario, alimentare, sanitario, dell’alfabetizzazione, della formazione al lavoro, quindi porta la consapevolezza dell’importanza della democrazia diretta per liberarsi da sottomissioni ataviche che bloccano ogni evoluzione sociale.
L’invito è rivolto anche a coloro che sentono la filantropia perché mettano a disposizione le loro possibilità economiche per finanziare la fondazione da parte del popolo della propria autorità.
Ogni mezzo è utilizzato: internet, televisione, spot pubblicitari, cinema, stampa, radio, incontri, pubblicazioni, manifesti, volantini fra la gente, ovunque. Ciascuno mette a disposizione le sue capacità di essere convincente (senza inganno) e di rapidità di progettazione. Chi più ne ha più ne metta. Se due gruppi sono in disaccordo, hanno ragione entrambi.
Puntiamo sempre su ciò che unisce, non su ciò che divide. Costruiamo dei ponti che uniscono tutti. Chi non è contro di noi è con noi.
Questo per la località o la città fino alla sua conquista.

Ma una città non basta. Miriamo più lontano: alla nostra nazione, alle nazioni di tutti, al nostro continente, al mondo. Ogni nostra parola sia per questo, ogni nostra azione sia per questo, per questo il nostro andare avanti.
La democrazia diretta è fortissimo strumento di unione. Viviamola fra noi avendo presente che deve fiorire in tutti gli Stati, di qualunque cultura, etnia, struttura politica, religione, situazione sociale essi siano, fino a che sulla terra attraverso la democrazia diretta risplenda l’unità dei popoli. Non vi è altra strada!
Condizione necessaria è sollecitare i partiti, i giornali, le associazioni, i responsabili per sensibilizzare il loro impegno democratico, ma potrebbe non essere sufficiente: formiamo, per chi desidera parteciparvi, un vasto e incisivo movimento internazionale democratico-diretto, che abbia come Ideale la democrazia diretta dei cittadini, la Comunione delle decisioni individuali, il Programma primario dell’attuazione della Sovranità del popolo con effetto esecutivo, e una federazione (o un movimento) sociopolitico di servizio, nettamente distinto dal primo, ma con esso unitissimo, che si occupi dei singoli problemi sociali in maniera specifica.
Essi s’impegnano con un’azione politica incisiva, con petizioni, con raccolta di firme, con referendum e con campagne per risolvere casi concreti fino a che i cittadini, comprendendo di essere emarginati, eleggono rappresentanti del movimento per instaurare una democrazia nuova e per il conseguimento di tutti i loro diritti.

Come nell’Ottocento i movimenti e i partiti, specialmente il socialismo e i sindacati, che perseguono il suffragio universale e gli altri diritti, hanno l’appoggio della massa, così nel nostro secolo i movimenti e i partiti che sostengono il diritto della sovranità del popolo hanno l’appoggio della massa.
La fama dei portatori del nuovo messaggio si estende in ogni strato della popolazione della nazione e in ogni Stato, perché porta una linfa nuova nel tessuto sociale, che ci libera dagli ‘esseri superiori’ e dalle loro strutture aberranti e logoranti per instaurare un’era di libertà e benessere in modo pieno per chiunque. È giunto il momento di rimandare i potenti a casa.
INCOMINCIARE, ORGANIZZARE, REALIZZARE E STIAMO COLLEGATI, fino all’affermazione in tutto il mondo dell’istituzione della sovranità del popolo. Guardiamo lontano nella rivelazione che questa democrazia conquista tutti i punti del pianeta. Stiamo uniti e in questa unità costruiamo un monumento di pietre vive: l’autorità istituzionalizzata del popolo.
Auguri a tutti!

STIAMO INIZIANDO UNA NUOVA STRADA NELLA DEMOCRAZIA. SE VUOI PUOI UNIRTI A NOI, VOGLIAMO PORTARE LA SOVRANITÀ DIRETTA DEI CITTADINI A TUTTI.

– COMUNICATO DI SERVIZIO –

Si tenga sempre presente che il popolo non può MAI esercitare la sua piena sovranità se questa non è contemplata nella costituzione e nelle leggi dello Stato o della federazione di Stati cui esso appartiene.
Ci siamo mai chiesti perché anche i peggiori dittatori, quando conquistano il potere, per prima cosa cambiano la costituzione dello Stato, sostituendola con una preparata da loro in segreto, molto tempo prima del golpe, in modo da poter subito fare quello che vogliono?
Ci siamo mai chiesti perché milioni di persone, nelle democrazie rappresentative, pur essendo tanti, non possono decidere nulla, neanche se un governante opera in maniera balorda?
LA RISPOSTA È SEMPRE LA STESSA: PERCHÉ MANCA UNA LEGGE COSTITUZIONALE CHE RICONOSCE LA SOVRANITÀ DIRETTA DEL POPOLO, CON IMMEDIATO EFFETTO VINCOLANTE.
È di estrema necessità pertanto procedere subito alla stesura di una ‘dichiarazione’ e di una bozza di ‘costituzione’ che mettano al primo posto la democrazia diretta dei cittadini: i loro contenuti devono essere il faro di orientamento, la guida di riferimento per ogni gruppo o singolo che ha come scopo finale l’attuazione dell’autorità del popolo. Senza la redazione ben definita delle linee generali e realistiche (non burocratiche) dell’obiettivo cui confluire, restiamo praticamente soli e il cambiamento non può avvenire.
Anche un gruppo o partito di neoformazione, che non contempli come valore primario ed essenziale la democrazia diretta del popolo, nasce già vecchio.

Il presente blog offre una prima stesura, un prototipo, di entrambi i documenti, i quali sono naturalmente ampliabili e perfezionabili.
Se qualcuno ha delle idee atte a migliorare detti ‘manifesti’, le vediamo assieme e ciò che è ritenuto valido dalla maggioranza l’inseriamo.
Se qualcuno sente fortemente un particolare problema sociale difficile da risolvere con gli strumenti della democrazia rappresentativa e ritiene che una valida soluzione sia offerta dalla democrazia diretta, vediamo assieme quali possibilità vi sono e le inseriamo in uno o in entrambi i documenti. In tal modo portiamo avanti insieme le nostre rivendicazioni.
Se altri gruppi o partiti hanno loro dichiarazioni e proposte di legge sulla democrazia diretta, confrontiamoci insieme sulle varie posizioni e cerchiamo una sintesi tale da avere un testo e un obiettivo finale unico e più avanzato, anche se sempre perfettibile: così si è uniti assieme, tanto da essere ancor più incisivi nel portare avanti le nostre richieste. Occorre diffondere al massimo le nuove idee fra la gente.

Nel caso che non si possa raggiungere un testo unico, ciascun gruppo porti avanti il suo programma, ma si sia tutti uniti nella collaborazione e nell’agire assieme sull’obiettivo di fondo che è la democrazia diretta: in tal modo si possono attirare più persone, sia quelle che preferiscono la soluzione di un gruppo sia chi preferisce quella dell’altro gruppo sia chi vuole quell’altra ancora. Occorre diffondere al massimo le nuove idee fra la gente a noi prossima o lontana.
I documenti suddetti sono pertanto un potente strumento di aggregazione e di unità per tutti coloro che hanno a cuore la decisione diretta dei cittadini.
Ogni gruppo o singolo inoltre porta avanti per proprio conto o insieme agli altri tutti gli innumerevoli mezzi o iniziative che ritengono adatti a raggiungere l’obiettivo comune.
Nell’Unione europea vi sono circa quaranta eurodeputati, e molti di più nei continenti, favorevoli alla democrazia diretta. Facciamo loro conoscere i due documenti base, sentiamo le loro proposte e, se idonee al nostro obiettivo, le inseriamo: facciamo così con ognuno, in modo da unire tutti, ciascuno nella propria diversità, e intraprendere delle azioni a largo raggio, fino alla conquista definitiva della sovranità del popolo nella UE e in ogni dove, fino ad arrivare alla democrazia globale.

La democrazia diretta è una cosa grande, è una rivoluzione nonviolenta, che realizza strutture a misura umana nella collaborazione delle diversità e fa nascere una vita sociale nuova, ovviamente anch’esse sempre in divenire e in crescita.
PER CREARE QUALCOSA DI NUOVO seguiamo le leggi naturali: in natura per fecondare l’ovulo occorre dapprima che questo sia ben definito, cioè maturo, e costituisce l’obiettivo finale degli spermatozoi i quali concorrono con tutte le loro energie per arrivarvi. Quando alcuni di essi raggiungono l’obiettivo prestabilito nasce un organismo nuovo, prende vita una nuova creatura, nel nostro caso è la democrazia diretta del popolo, l’ovulo è la costituzione già scritta nelle sue linee basilari che una volta conquistata dà vita a una nuova realtà, gli spermatozoi sono i tanti mezzi validi messi in atto da più parti per raggiungere lo scopo.
Si tenga presente che gli spermatozoi sono tutti necessari, poiché col loro contributo, agendo all’unisono con gli altri, ciascuno nella propria identità e diversità, permettono che l’obiettivo sia raggiunto: difatti gli spermatozoi che penetrano nell’ovulo, dando vita al nuovo organismo, non potrebbero riuscire nell’impresa se gli altri che concorrono con loro sono isolati o numericamente scarsi.

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NECESSITA LA STRUTTURA DELLA SOVRANITÀ DEL POPOLO

È l’ora che i popoli e gli Stati prendano coscienza di sé e della propria sovranità. E il popolo è sovrano SOLAMENTE realizzando questo strumento necessario ed essenziale, fattore di progresso della civiltà che significa soprattutto unione, giustizia sociale, diritti, libertà, crescita dei valori umani, maturità civile, tolleranza, pluralismo, pace duratura, uso valido delle risorse, ambiente ecologico sano, stabilità politica costruttiva, economia solida, risorse di energia non monopolizzate, occupazione al massimo e disoccupazione al minimo, gestione efficiente, sviluppo sostenibile, pensioni eque, benessere solidale, effetti generalizzati.
L’eliminazione della maggior parte delle spese per il mantenimento di tante strutture decisionali gerarchiche e burocratiche comporta una diminuzione dei costi di almeno il 30% nel campo socio-economico privato e molto di più, fino all’80%, nel settore pubblico. Hanno un enorme vantaggio gli Stati che per primi realizzano la democrazia a sovranità diretta.
Vanno adottate e pubblicizzate a largo raggio forme avanzate di federalismo democratico a decisione diretta dei cittadini con effetto esecutivo immediato.
Nel trattato costituzionale europeo, ora in fase di convalida e giustamente respinto da alcuni referendum popolari, poiché non porta niente di nuovo sotto il sole, la SOVRANITÀ DIRETTA DEI CITTADINI deve risultarvi la clausola primaria e fondamentale.

La democrazia rappresentativa ha molti punti deboli che permettono a governi di ‘uomini forti’ di produrre distorsioni, democrazie ridotte oppure dittature, come accade coi regimi di tipo fascista, con le conseguenti distruzioni, rovine e sconfitte; soltanto democrazie meno ridotte possono fermarli e con un costo pesantissimo. Perciò il popolo deve avere lo strumento per destituire i capi prima che combinino guai peggiori.
La democrazia ridotta rende economicamente povera la massa e produce solo pochi ricchissimi. Viceversa è ampiamente dimostrato che pochi ricchissimi al potere offuscano la democrazia e rendono economicamente povera la massa.
Per allargare il mercato oggi si punta, attraverso le multinazionali e le grandi finanziarie internazionali, a favorire la formazione, in alcuni paesi in via di sviluppo, di governi democratici (ma se non si rispettano i diritti e la vita di quelle popolazioni si realizzano solo rovine e sconfitte) in modo che strati della popolazione di tali paesi possano raggiungere, nel medio o lungo periodo, un determinato grado di benessere e diventare pertanto buoni acquirenti di beni, specialmente tecnologici, di cui i paesi occidentali sono i maggiori produttori.
Analogamente, con la vittoria di una democrazia più evoluta della democrazia rappresentativa, si ottengono progressi ancor maggiori, perché, riguardo ai problemi sociali, è il popolo a decidere direttamente le soluzioni più confacenti.

Siamo da breve tempo entrati nell’era della rivoluzione tecnologica, i tecno-scienziati in tutti i campi assumono sempre maggiore importanza e di conseguenza si rende necessaria – è ineluttabile nel campo sociale per un’evoluzione positiva – anche la decisione diretta dei cittadini in tempi relativamente brevi.
È giunto il momento solenne per l’Europa di piantare il seme di una grande democrazia più moderna, di dare all’Unione uno strumento che permette al popolo europeo di esprimere tutte le sue capacità e potenzialità, di manifestare la sua energia, di sviluppare un’economia solida senza monopoli, di divulgare al largo ed esportare la nuova democrazia mediante la pace, la fermezza delle idee e la ricchezza condivisa.
Indagini effettuate da studiosi della democrazia dimostrano che negli Stati dove sono presenti forme di DD si sviluppa, in confronto agli Stati restanti, maggiore benessere economico, minore debito pubblico e minori tasse, ambiente più vivibile, minore disoccupazione, minori costi dell’amministrazione pubblica, maggiore efficienza dei servizi, minore spesa per lo smaltimento dei rifiuti, maturità politica dei cittadini, più tolleranza.
Noi cittadini dobbiamo ottenere quello che meritiamo, siamo stanchi di aspettare. Ci tengono sottomessi e diamo a gestire a loro tutti i soldi. Noi cittadini dobbiamo avere la nostra autonomia, vogliamo essere padroni del nostro territorio e che i nostri sacrosanti diritti siano riconosciuti.
Instaurare nella UE un governo centralizzatore oggi significa vagare nel buio incapace, vuol dire tornare indietro nel tempo, mostra di non stare al passo della storia.
Difendiamo noi e le nostre famiglie:

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EMANIAMO LEGGI NUOVE

Ottenuto il consenso popolare, la democrazia a sovranità diretta deve darsi delle leggi che garantiscono ai cittadini un’istituzione duratura e chiara riguardo ai principali settori della vita sociale, a ogni livello territoriale. In campo politico abbiamo già dei precedenti, che si possono prendere come piattaforma iniziale, offerti dalla costituzione elvetica, da quella di altri Stati, dalle esperienze di Pôrto Alegre in Brasile e di vari Comuni nel mondo.
In campo economico, al di là di alcuni principi fondamentali, occorre approfondire gli studi per l’istituzione di una democrazia diretta economica, che salvaguardi i principi della libera iniziativa e del libero mercato, ma sempre nelle linee generali e nei controlli della sovranità diretta. In futuro infatti la democrazia politica è sempre più legata alla democratizzazione del sistema economico e a quella del sistema informativo e informatico, pertanto è estremamente necessario che questi sistemi siano controllati direttamente dai cittadini stessi. Gli imprenditori devono avere la libertà di negoziare con i propri partner nel modo il più libero possibile: con una struttura centralizzatrice si troverebbero con le mani legate su più fronti.

In via schematica riteniamo che i primi punti da realizzare nel campo democratico per l’Italia – discorso analogo per ogni Stato e per l’Unione europea – sono:
1) l’automazione capillare su tutto il territorio delle operazioni di voto e raccolta delle firme elettroniche permette tempi tecnici assai brevi, occorre accurata attenzione ai brogli. Una volta effettuato l’impianto della rete, il costo del voto e della raccolta firme è quasi zero.
2) l’istituto della piena sovranità diretta del popolo;
3) il referendum deliberativo e l’iniziativa popolare, senza quorum né limitazioni burocratiche;
4) l’obbligo del referendum, senza raccolta di firme, per le leggi costituzionali, per quelle più importanti, per i trattati internazionali a tempo indeterminato e per le principali necessità sociali;
5) i referendum devono ottenere la maggioranza (50%+1) sia dei voti popolari sia del totale delle regioni (degli Stati), senza alcun quorum;
6) il capo del governo e il suo vice durano in carica un anno e l’anno successivo non possono essere rieletti; per esercitare le loro funzioni devono preliminarmente rinunciare a ogni altro incarico pubblico o privato e alle loro proprietà aziendali; analogamente i presidenti delle due camere;
7) due camere della durata di un anno: una camera eletta col proporzionale in rapporto alla popolazione e una con un uguale numero di rappresentanti per ogni regione (Stato);
8) il governo è preferibilmente formato dai rappresentanti dei 4 principali partiti, per favorire la collaborazione piuttosto che la competizione;
9) federalismo, con autonomie locali di governo a ogni livello, sotto riserva dei pieni diritti del popolo sovrano in ogni ambito territoriale.
10) i rappresentanti politici e amministrativi e chi ha cariche importanti, pur se eletti da istituzioni, sono sotto verifica del loro operato, anche periodica, da parte dei cittadini, che hanno il potere di destituirli se tale operato non è valido.

Potremmo paragonare una Costituzione di uno Stato o della Federazione Europea, per analogia, a un ottimo condizionatore d’aria. Questo però, se non ha il termostato, allorché deve raffreddare, raffredda sempre più, fino a raggiungere la temperatura minima per cui è progettato, facendo soffrire il freddo agli utenti. Se invece deve riscaldare, lo fa sempre più fino ad arrivare al massimo, facendo sudare per un caldo eccessivo gli utenti. Col termostato tutto funziona
egregiamente, generando la temperatura ideale in ogni stagione. La sovranità diretta dei cittadini costituisce il termostato: vale a dire che il sistema, quando ha in sé la democrazia diretta, funziona sempre poiché il popolo ha potere di veto e di delibera.
La sovranità dei cittadini sugli eletti accresce la democrazia e ferma gli abusi di potere, obbliga i governanti a servire il bene comune e non rallenta nulla, perché i politici sanno di non poter uscire dai binari o fare errori. Unicamente istituendo la democrazia diretta di tutti i cittadini nella costituzione, si crea, dotandola di modernissime armi legali, una forza così numerosa di milioni di persone che può far fronte a ogni potere e batterlo.
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Presentiamo nella categoria ‘Costituzione democratica diretta’, con l’apporto di esperti, una bozza di Costituzione democratica diretta degli Stati Uniti d’Europa, assieme alla Dichiarazione della Sovranità del popolo, e la loro traduzione in lingua inglese nella categoria ‘Direct democratic constitution’.

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